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Il traghetto è uno dei “non luoghi” per eccellenza, è una parentesi tra l’isola e il continente che permette di prendere distanza da entrambi e guardarli con occhi nuovi, da “turista esistenziale”, si potrebbe dire.

Mediterraneo n.5 nasce così, in una di quelle assolate  giornate invernali, quando il mare dalle onde lunghe fa da specchio al cielo, interrotto solo dal vento di libeccio.

Il collage “Mediterraneo n.5”

Sono particolari condizioni climatiche, che ti fanno sentire privilegiato ad essere sul ponte di una nave a fruire di uno spettacolo così: vento forte, cielo limpido, mare mosso e salsedine ovunque.

Quel giorno in una situazione del genere, l’isolotto di Cerboli, contiguo all’isola d’Elba, si stagliava nella luce con una sua particolare presenza, come assurto a condizione assoluta di isola.

L’isolotto di Cerboli dal traghetto

Mi colpì molto, assieme al mare, al suo colore dalle mille tonalità dei verdi, dallo smeraldo al verde fango.

Funziona così con il libeccio, un alternarsi di verdi diversi e di bianchi luminosissimi, quasi accecanti.

Quando la sensazione è così forte, ho sempre paura che sbiadisca nel ricordo e allora me la sono appuntata con uno schizzo, per non perdere quell’intensità.

Appena ho potuto l’ho successivamente sviluppata con la tecnica ad acqua (quale modo migliore per raccontare il mare?).

Ho deciso però di mettere da parte gli acquerelli, a favore delle chine, più intense nei colori

la palette colori di “Mediterraneo n.5”

Potevo fermarmi a questo lavoro, ma non ero soddisfatta ancora. Volevo che quella sensazione fisica di sale, mare e sole insieme trovasse un’altra equivalenza visiva.

Così ne ho creato una carta vetrata, cercando di lavorare sull’armonia e la continuità dei verdi come se ogni strato del collage portasse un po’ del suo colore-acqua all’altro, come le onde del mare.

L’isolotto in posizione eccentrica è lì, presente, ma sfuggente, come quelle cose importanti che intravedi mentre la vita scorre, ma non così velocemente da dimenticarlo.

Dalla china alla carta vetrata

Vi ho raccontato questo piccolo aneddoto perché spero vi possa portare la luce abbagliante, il sapore del sale e il rumore del vento di quella tanto  anonima quanto speciale giornata invernale sul traghetto.

Un riferimento artistico dietro questo quadro è senz’altro W.Turner, pittore romantico dedito alla rappresentazione di una natura selvaggia, che rispecchiasse lo stato d’animo dell’essere umano.

Grazie ai suoi numerosi schizzi dal vero, fu considerato un anticipatore della pittura en plein air e dell’impressionismo.

A differenza di questi ultimi però egli si concentrò sull’aspetto emotivo della natura, utilizzando schizzi dei suoi taccuini per rappresentare le emozioni suscitate dallo spettacolo di incredibili eventi naturali.

Se vuoi vivere la storia dietro questo quadro puoi farlo qui:

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